Fuoricinema 2021: cinque sensi, solidarietà, gentilezza e inclusione

Cristina Capotondi during Fuoricinema 2021 edition

L'edizione 2020, necessariamente limitata da crisi e costrizioni varie, con il tema Arte che salva, è stata una potente dichiarazione di speranza e determinazione. Quest'anno, il 6° Fuoricinema di Milano è stato più audace che mai.

La serie di eventi, svoltasi al Giardino della Triennale tra il 17 e il 19 settembre, si è unita a una parte della manifestazione Tempo delle Donne, giunta all'ottava edizione. A collegare le due manifestazioni erano le tematiche legate alle donne e alle persone a loro vicine. I lavori sono stati organizzati e supervisionati da anime talentuose e visionarie, alcune delle quali già presenti alla nascita del progetto nel 2016: Cristiana Capotondi, Cristiana Mainardi, Lionello Cerri, Gabriele Salvatores, Gino e Michele e Paolo Baldini.

fuori cinema

Il progetto nasce dal desiderio di "raccogliere esperienze, aspirazioni e riflessioni di vita, così come si sviluppano nel mondo del cinema, per metterle in circolazione come patrimonio condiviso". L'edizione di quest'anno ha visto ogni giornata composta da due parti, con quattro Meet&Greet a partire dalle 18:00 (tranne la serata di giovedì 16 settembre come una sorta di apertura, con una sola presentazione alle 20:00 tenutasi al Carcere di Bollate in via Cristina Belgioioso) e le proiezioni alle 21:00. I dialoghi sono stati trasmessi anche su Corriere.it, uno dei più fedeli sostenitori della manifestazione. Tra gli interventi si segnala quello sul tema We Are Afghanistan, con la regista afgana Sahraa Karimi in conversazione con la giornalista del Corriere Marta Serafini, con la partecipazione di Flora Ribera, de Le donne per le donne.

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Coinvolgenti gli interventi di Nico Colonna di Casa Emergency, dell'imprenditore e proprietario dell'Inter Massimo Moratti, del celebre regista, sceneggiatore e attore Marco Bellocchio, del regista e produttore Uberto Pasolini, dell’attrice e co-creatrice del Fuoricinema di Milano Cristiana Capotondi e degli immancabili sostenitori e partecipanti, gli autori e scrittori satirici Gino & Michele.

Il tema della collezione di film di quest'anno era I cinque sensi, una riscoperta di questi preziosi strumenti per leggere e comprendere il nostro mondo, per ristabilire le nostre relazioni mentre emergiamo lentamente da 18 lunghi mesi di dislocazione e isolamento.

Sono stati proiettati quattro film, uno per ogni sera dell'evento. Due di essi sono stati presentati quest'anno alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nella sua 78esima edizione. Uno di questi due film, la cui uscita nelle sale è prevista per novembre, era “E' stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino. Ambientato nella Napoli degli anni '80, è un omaggio alla giovinezza di Sorrentino, una storia raccontata con lo sguardo spietato di un regista che sta facendo i conti con il proprio passato, in tutta la sua bellezza e tutto il suo dolore. Il film si è guadagnato il Leone d'Argento, il premio assegnato dalla Grande Giuria del Festival, e il premio Marcello Mastroianni è andato al giovane attore emergente del film, Filippo Scotti.

L'altro dei due film in arrivo dal Festival di Venezia è “Ariaferma” del regista Leonardo Di Costanzo, con Silvio Orlando e Toni Servillo (che ha recitato accanto a Scotti anche nel film di Sorrentino). Il tutto si svolge in un carcere che sta per essere smantellato, con solo alcune guardie e prigionieri rimasti. C'è una sorta di sospensione del tempo mentre le persone che condividono questo spazio, ai lati opposti delle sbarre, sono alle prese con la consapevolezza che a volte le sbarre sono la meno significativa delle forze che possono dividerci.

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Un elemento della serie Fuoricinema che ha fatto parte dell'evento fin dall'inizio è stato l'impegno degli organizzatori per la solidarietà. Normalmente, l'evento include un mercatino che serve come veicolo per la raccolta di fondi. Quest'anno però non è stato possibile attivarlo a causa della pandemia in corso. Così gli organizzatori hanno deciso di devolvere tutto il ricavato dalla proiezione in anteprima dei due film di cui sopra a Le donne per le donne, un gruppo nato a Milano per dare assistenza concreta ai rifugiati dell'Afghanistan.

In un'apparizione a sorpresa, l'inimitabile Antonio Albanese, uno dei più apprezzati geni comici italiani, ha riassunto il bisogno che ha il cinema di pubblico, di animatori e di artisti, il bisogno di compagnia e di apprezzamento del pubblico, il suo desiderio, oggi più che mai, di essere sorpreso e deliziato. "Sono nato sul lago", ha spiegato Albanese, "ma è stata Milano che mi ha portato a capire tante cose, che mi ha abbracciato e mi ha aiutato a sviluppare il mio stile di comicità. Ho iniziato con personaggi folli e avevo bisogno di un certo tipo di ironia, che Milano ha. È sempre una città curiosa, va sempre avanti e non è mai indietro. Mi piace stare al passo con i tempi, mi piace rappresentare quello che stiamo vivendo in questo preciso momento, e i miei personaggi nascono dalle mie osservazioni quotidiane in questa città".

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The 2020 edition, necessarily limited by crisis and constraint, with the theme Art that Saves, was a powerful statement of hope and determination. This year, the 6th Milan Fuoricinema was bolder than ever.

The series of events, held at the Giardino del Triennale between 17 and 19 September, was conjoined with a portion of the Tempo delle Donne event (The Time of Women, in its 8th iteration). The chord connecting the two was, in fact, themes related to women and those close to them. The proceedings were organised and overseen by talented and visionary souls, some of whom were present at the birth of the project in 2016:, Cristiana Capotondi (see our interview with her here: http://qualitymilan.com/index.php/talents/cristiana-capotondi-attrice-regista-e-manager), Cristiana Mainardi, Lionello Cerri, Gabriele Salvatores, Gino e Michele e Paolo Baldini).

The project was created from a desire to “collect experiences, aspirations and reflections of life, as developed in the world of cinema, in order to put them into circulation as shared heritage.” This year’s edition saw each day composed of 2 parts, with 4 Meet&Greets starting at 6:00 p.m. (except for the evening of Thursday the 16th of September as a kind of opener, with just one presentation at 8:00 p.m. held at the Carcere di Bollate in via C. Belgoioso) and the screenings at 9:00 p.m. The dialogues were also broadcast on Corriere.it, one of the event’s most steadfast supporters. Particularly noteworthy among the talks was on the topic We Are Afghanistan, featuring Afghani director Sahraa Karimi in conversation with the Corriere’s own Marta Serafini, with the participation of Flora Ribera, of Le donne per le donne (Women for Women).

Engaging talks were also hosted by Nico Colonna of Casa Emergency, by entrepreneur and owner of the Inter football club Massimo Moratti, famed film director, screenwriter and actor Marco Bellocchio, director and producer Uberto Pasolini, celebrated actor and co-creator of the Milan Fuoricinema, Cristiana Capotondi, and ever-present supporters and participants, the brilliant satirists Gino & Michele.

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The theme of this year’s collection of featured films was The Five Senses, a rediscovery of these precious tools for reading and understanding our world, for re-establishing our relationships as we slowly emerge from 18 long months of dislocation and isolation.

Four films were screened, one on each evening of the event. Two of the 4 films were featured this year at the Venice International Film Festival, in its 78th edition. One of these 2 films, scheduled for general release in November, was Paolo Sorrentino’s E’ stato la mano di Dio (It Was the Hand of God). Set in Naples in the 1980s, it is an homage to Sorrentino’s own youth, a story told with the unflinching gaze of a director who is coming to terms with his own past, in all its beauty and all its pain. The film earned the Silver Lion, the prize awarded by the Festival’s Grand Jury, with the Marcello Mastroianni award going to the film’s young breakout actor, Filippo Scotti.

The other of the 2 films arriving from the Venice Festival was Ariaferma by director Leonardo Di Costanzo, starring Silvio Orlando and Toni Servillo (who also starred alongside Scotti in Sorrentino’s film). It all takes place in a prison that is about to be decommissioned, with only a few guards and prisoners remaining. There is kind of suspension of time as the people sharing this space, on opposite sides of the bars, grapple with the realisation that sometimes bars are the least significant of the forces that can divide us.

An element of the Fuoricinema series that has been a part of the event from the very beginning was the organisers’ commitment to solidarity. Normally, the event includes a marketplace that serves as a vehicle for fundraising. This year, though – Covid oblige – that was not possible. So the organisers decided to donate all proceeds from the 2 films that were being shown before general release (the 2 mentioned above) going to Le donne per le donne, an group born in Milan to provide concrete assistance to refugees from Afghanistan.

In a surprise appearance, the inimitable Antonio Albanese, one of Italy’s most treasured comic geniuses, summed up the need of entertainers and artists for an audience, and the general public’s need for company and humour, their desire, now more than ever, to be surprised and delighted.

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“I was born on the lake,” Albanese explained, “but it was Milan who led me to understand so many things, who embraced me and helped me develop my style of comedy. I started with crazy characters and I needed a certain kind of irony, one that Milan has. It is always a curious city, it always moves forward and is never behind. I love keeping up with the times, I like to portray what we’re living through in this very moment, and my characters are born from my daily observations in this city.”

Keep watching us, dear Mr. Albanese. We promise to continue to foster our sense of irony and never let go of our hope and determination!

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