Ottavio Missoni, una vita da raccontare

© Vanity Fair

Parlare di Ottavio Missoni senza parlare di Rosita sarebbe impossibile, oltre che ingiusto. Quando lei, studentessa di lingue a Londra, lo vide per la prima volta, ne rimase folgorata. Ottavio aveva già fatto tutto, o quasi, nei suoi ventisette anni di vita e ora sfilava alla testa di altri atleti come lui quale portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Londra del 1948. Lei era seduta in tribuna nello stadio di Wembley, quando lo vide, alto, bello, sorridente e fiero, e ne rimase colpita. “Non mi aspettavo di rivederlo dopo quel giorno, – racconterà poi Rosita – ma andai poi a Brighton con i membri del suo club e Ottavio venne con noi!”

ottavio missoniOttavio and Rosita-Missoni, 1984 © Photo by Giuseppe Pino

Fu amore a prima vista, il classico colpo di fulmine. Ottavio e Rosita diventarono presto una coppia indissolubile. Lui le raccontò delle proprie origini giuliano-dalmate, di suo padre uomo di mare e di sua madre discendente di una nobile famiglia di Sebenico. Aveva trascorso i suoi primi venti anni a Zara, in famiglia, dove era nata la sua passione per l’atletica. Quelle faticose specialità, i 400 metri piani e i 400 metri ostacoli, lo portano a indossare la maglia azzurra nel 1935, gli permettono di conquistare otto titoli italiani e nel 1939 lo consacrano campione del mondo ai Mondiali Studenteschi di Vienna.

ottavio missoniOttavio Missoni, 1939; Missoni dress, winter collection 2021/2022 © Missoni

Per tirare avanti e mantenersi a Milano, Ottavio lavora saltuariamente come modello e come attore di fotoromanzi e frequenta la vita movimentata della capitale lombarda, dove fa la conoscenza di giornalisti, scrittori e attori di cabaret.

Poi arriva la guerra e Ottavio viene spedito in Africa, dove combatte nella famosa battaglia di El Alamein, al termine della quale viene fatto prigioniero dalle truppe inglesi del generale Montgomery e internato per quattro anni in Egitto. Quando torna in Italia, Missoni ritrova la sua vita, il suo entusiasmo e il suo vigore di atleta.

 

Una vittoria dopo l’altra lo portano a gareggiare nella finale dei 400 metri ostacoli, dove arriva sesto, senza medaglie ma sotto lo sguardo ammirato, e presto innamorato, di Rosita.

 

Anche lei ha molto da raccontare. La sua famiglia possiede a Golasecca, in provincia di Varese, una fabbrica di scialli e di tessuti ricamati. E lei, Rosita, si diletta a disegnare modelli. E’ inevitabile che i due ragazzi si mettano insieme, formando una coppia che farà parlare di sé. Affiancato da un amico, il discobolo Giorgio Oberweger, che fu Commissario tecnico della Nazionale maschile di atletica leggera, Ottavio apre un laboratorio di maglieria a Trieste.

Marito e moglie dal 1953, Ottavio e Rosita spostano la produzione artigianale a Sumirago (Varese). I tessuti prodotti dai Missoni sono nuovi, esplodono in mille colori, trasformano righe monotone in intrecci zigzaganti di grande effetto, assolutamente innovativi e originali. Lei continua a preparare vestiti e confezioni e lui porta in giro il campionario in negozi e boutique, cercando di convincere i commercianti ad abbandonare il nero imperante e ad acquistare le creazioni colorate e leggere della ditta.

Ottavio Missoni © Missoniottavio missoniOttavio Missoni © Missoni

La famiglia Missoni si ingrandisce con la nascita nel 1954 di Vittorio, di Luca due anni dopo e di Angela nel 1958. E intanto le creazioni firmate Missoni cominciano ad apparire sulle riviste di moda come nuove e fuori dagli schemi. L’innovazione dei tanti colori e dei disegni geometrici è apprezzatissima dal mercato e decreta il successo commerciale della linea Missoni.

Per Ottavio e Rosita è un trionfo. Aprono la prima boutique a Milano nel 1976 e nel 1983 il marchio Ottavio Missoni viene chiamato dal Teatro alla Scala a realizzare i costumi di scena per l’opera Lucia di Lammermoor, che inaugurerà la stagione. Nel 1986 il presidente Cossiga conferisce ad Ottavio Missoni l’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

La strana coppia Ottavio e Rosita, pur essendo all’avanguarda nella creazione di tessuti coloratissimi, di patchwork, righe trasversali e fiammati arcobaleno che nessuno aveva mai osato prima immaginare e che sconvolgono il mondo della moda, sono i tipici marito e moglie tutti casa e bottega, niente sfarzi né mondanità perché si considerano soltanto due artigiani che producono tessuti di maglia coloratissimi prendendo spunto dai vecchi scialli delle nonne.

Quella dei Missoni è una storia fatta di successi e di trionfi in tutti i continenti, ricevono premi dappertutto, sono al centro di mostre ed esposizioni nei luoghi più prestigiosi. Tutto fila a meraviglia per Ottavio, che conta tre figli e nove nipoti, quando nel 2013, al largo delle isole di Los Roques, in Venezuela, una tragedia mai spiegata, si abbatte sulla sua famiglia. Il primogenito Vittorio e la sua compagna Maurizia Castiglioni perdono la vita in un assurdo e inspiegabile incidente aereo.

Vittorio era un validissimo dirigente, amministratore delegato dal 1996 al 2013 dell’azienda fondata dai suoi genitori. Il bimotore sul quale viaggiava con la compagna e una coppia di amici, scomparve misteriosamente pochi minuti dopo il decollo. Il relitto dell’aereo con i resti dei passeggeri e del pilota fu ritrovato soltanto molti mesi dopo. Per Ottavio Missoni fu una perdita dolorosissima, la fine di tutto.

ottavio missoniOn February 11 of 2021, the creative genius would have turned 100 years old! A myth that made fashion history © Photo copyright La Repubblica

Il 9 maggio del 2013, Ottavio Missoni, detto affettuosamente Tai, conclude la sua vita terrena. Scompare così uno dei più grandi imprenditori italiani, un uomo che oltre ad avere portato la moda e la creatività italiane ai vertici mondiali, ha anche onorato lo sport azzurro. Aveva grande talento, un fisico eccezionale e un grandissimo cuore. Discreto e gentile, talentuoso e innovatore, ostinato e caparbio, era l’immagine vivente ed essenziale del made in Italy.

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Talking about Ottavio without mentioning Rosito would be impossible. She was studying languages in London when she first saw him. He was 27 years old and representing Italy at the 1948 Olympic games, while she was sitting in the stands at Wembley Stadium, struck by how tall, handsome, proud and smiling he was. “I never thought I’d see him again,” Rosita recalls, “but then I went with his club to Brighton!”

ottavio missoniRosita and Ottavio Missoni © Photo copyright Amica/Mondadori

It was love at first sight, as they recounted their lives to each other. He told her about his seafaring father and his mother’s descendance from a noble Croatian family. He had spent his first 20 years with his family in Zadar, where his passion for track and field was born. His excellence in the 400 metre dash the and 400 metre hurdles assured him a spot on the Italian national team in 1935, earned him 8 national titles, and in 1939 carried him through to victory at the World Student Championship in Vienna.

 

To make ends meet, Ottavio worked as a model and actor in Milan, where he took part in the rich social and cultural life of the Lombard capital, meeting journalists, writers, and cabaret actors.

 

The war saw him deployed to Africa. He fought in the famous Battle of El Alamein, where he was captured and held prisoner for 4 years in Egypt by General Montgomery’s English troops. When he returned to Italy, Missoni picked up where he’d left off, eventually competing at the London Olympics and meeting Rosita.

She had plenty to tell him as well. Her family owned a factory for shawls and embroidered fabrics, for which Rosita created designs. It seems that the two young lovebirds were destined for each other. They got married in 1953 and, along with discus-thrower friend Giorgio Oberweger, Ottavio opened a knitwear workshop in Trieste.

The Missoni products were refreshingly new, exploding in colours, innovatively transforming monotonous lines into interlocking zigzags. Rosita continued to work in design and production, while Ottavio carried his samples to shops and boutiques and worked to convince them to let go of the ubiquitous black and take up his firm’s colourful creations.

The Missoni family grew with the birth in 1954 of Vittorio, of Luca 2 years later, and Angela in 1958. In the meantime, Missoni’s lines were beginning to appear in numerous fashion magazines, where their trademark colours and geometric designs were greeted enthusiastically.

ottavio missoniMissoni collection winter 2021/2022 © Missoni

Ottavio and Rosita opened their first Milanese boutique in 1976, a triumph that led in 1983 to an invitation from La Scala Theatre to create the costumes for the season’s opening production of Lucia Lammermoor. In 1986 the Italian president awarded Ottavio Missoni the title of Commander of the Republic.

Despite defining the avantgarde of fashion, with their fabrics in bright colours, patchwork, crisscrossing lines and fiery rainbows, Ottavio and Rosita were a typical married couple, devoted to their family and their bottega.

Missoni’s triumph spanned the continents and the firm was in full flourish when tragedy struck. In 2013, his eldest son Vittorio and his wife, Maurizia Castiglioni, and two friends were killed in an aeroplane accident in Venezuela. It was more than Ottavio – known affectionately as Tai – could bear, and during the night between the 8th and the 9th of May 2013, at the age of 92, he died in his sleep.ottavio missoni © Missoni

With Ottavio’s passing, Italy lost a great entrepreneur and remarkable innovator, a man who had brought Italian fashion to dizzying heights after having already honoured his country through his athletic ability and spirit of sportsmanship. He was a man of exceptional talents and very great heart. Quiet and kind, talented and innovative, focussed and determined, he was the very image of Made in Italy.

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