Mangiare bene è essere felici a tavola

‘Langosteria is a style, it is also a vision and a method. Langosteria is taste, refinement and rhythm’. Illustration by Elisa Macellari © langosteria.com

Si mangia bene quando c'è alchimia tra il piatto, che deve avere una sua personalità e sorprenderci anche con dettagli di estrema semplicità, e tutto ciò che ruota intorno ad esso: la compagnia, l'atmosfera del luogo, una buona bottiglia di vino.

Prendiamo l'esempio proprio dal vino. La cosa più interessante non è soltanto assaporare una grande annata. Condividere questo momento con una o più persone capaci come noi di apprezzarne i suoi aromi, la sua ‘stoffa’, il suo colore e la nobiltà dei suoi sapori, questo è il reale nutrimento per la nostra mente e il nostro cuore. Perché stappare quella polverosa bottiglia è un evento importante, berne il suo contenuto è un piacere unico e incomparabile. E non si può farlo da soli.

Circa venti anni fa, la nozione di condivisione aveva perso il suo significato nelle nostre società individualiste, specialmente nelle grandi città dove la gente corre dalla mattina alla sera. I momenti di incontro e i luoghi, quei bar dove trascorrere dieci minuti a chiacchierare con persone che forse vedevamo solo in quelle occasioni, erano gradualmente scomparsi o almeno erano molto meno frequentati. Poi, chissà come e chissà perché, soprattutto noi latini, ci siamo resi conto che avevamo bisogno di parlare, di incontrarci, di avere discussioni, di difendere opinioni o solo di raccontarci barzellette o di commentare il risultato di una partita di football e abbiamo ricreato quei momenti di incontro all'ora dell'aperitivo, a pranzo o a cena o anche dopo cena, con il cibo o il vino come motivo di incontro.

mangiare bene 2In this period of crisis, seeing our friends is what we miss most of all © dr

Mai sentito parlare della ‘Milano da bere’? Be’, non era solo Milano, ma ogni altra città grande o piccola, al nord come al sud. Era un rito, fatto di momenti di rilassamento o di sfogo, se preferite. Avevamo inventato un modo semplice per annullare piccoli momenti di crisi o di noia, ma anche per incontrare nuove persone, per discutere e magari socializzare intorno a un piatto di salumi misti, due grissini, un bicchiere di vino o qualsiasi altra gradita leccornia. Tutto questo, alla fine, era un pretesto per condividere e scambiare pensieri e opinioni su cultura, politica, gastronomia, vacanze, studi, sport... sulla nostra vita.

 

Poi, dagli incontri al bar per l’ora dell’aperitivo, si era passati ad un altro tipo di incontri, in altri orari e in altri luoghi. La tavola era tornata ad essere un mezzo per creare un legame sociale con gli altri. E questo significava anche cucinare per gli amici, apprendere nuove e più stuzzicanti pratiche non solo gastronomiche, ma anche relative a usi e costumi conviviali.

 

Perché la magia della tavola ci permette, tra l’altro, anche di incontrare persone di paesi, culture e religioni completamente diverse, davanti a un piatto di pasta o un risotto o soltanto una pizza o un cous-cous. A tavola possiamo chiacchierare per ore perché tutti abbiamo tante cose da dire e da apprendere e se il cibo e le bevande ci aiutano a socializzare, allora sì che nutriamo anche la nostra mente e il nostro spirito.

Torneremo sicuramente

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Eating well and being happy at the table. What’s on our plate may nourish the body, but sharing the experience with others nourishes the mind.

We can say that we’re eating well when there is an alchemy between the dish itself and our environment, from the people at the table with us to the atmosphere of the place.

By about 20 years ago, this notion of sharing had lost much of its meaning, especially in the great cities where people are always on the run. The cafés we once loved, where we would spend a few moments each day chatting with people we saw only there, were either less frequented or had disappeared altogether.

 

Then we began to realise that this exaggerated individualism wasn’t good for us at all. So we recreated the moment with the aperitivo, finding in shared food and wine an excuse to meet up with others.

 

In this period of crisis, seeing our friends is what we miss most of all. But we miss the chance of meeting new people as well. A meal is a pretext for interacting, for sharing ideas on culture, politics, gastronomy, holidays, studies…

mangiare bene 2Eating well is an alchemy between the dish, the environment and the people that create the atmosphere © dr

Before the crisis, a shared table had once again become a way of developing social ties. The mysterious magic of the table is that it allows us to meet people from other places, with different points of view. We can talk for hours because all of us have our own unique tales to tell, and the table is the perfect place to tell them.

This is why we need a shared table, why we are so happy when we are sitting at it, and why we miss it so very much!

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