105: la suite Verdi del Grand Hotel de Milan

The 105 suite © Grand Hotel et de Milan

Il Grand Hotel et de Milan, fa parte del patrimonio della città meneghina. È un punto di riferimento per chi cerca il vero lusso, la discrezione e la privacy, immersi nell’atmosfera intima e retrò di un palazzo nobiliare dell’antica Milano. Situato nel cuore urbano, rappresenta la storia della città.

Già dalla sua apertura, nel 1863, si presentava come uno degli hotel più esclusivi di Milano. Ma è sul finire dell’Ottocento che il Grand Hotel et de Milan diventò il più lussuoso albergo di Milano e cominciò ad essere frequentato da personaggi illustri.

suite aGrand Hotel et de Milan, The Leading Hotels of the Word © DR

Il libro degli ospiti dell’Hotel è importantissimo: basta ricordare che in questo albergo hanno soggiornato personaggi come Ernest Hemingway, Gabriele D’Annunzio, Enrico Caruso, Maria Callas, Rudolf Nureyev o Luchino Visconti. La vicinanza, poi, al Teatro alla Scala, convogliò su quest’albergo, pure, nomi illustri di coreografi, ballerini, cantanti, librettisti e musicisti.

La maggior parte delle camere porta il nome di celebrità che sono state ospiti dell’albergo, che è ovviamente ancora oggi meta dei VIP che visitano Milano. La Suite Presidenziale, la numero 105 è dedicata al Maestro Giuseppe Verdi che soggiornò nell'antico "Albergo di Milano" dal 1872, per alternare il trambusto della città alla vita più tranquilla e rilassante della sua casa di campagna di Sant'Agata. Qui il compositore allestì le sue ultime due opere Otello (1887) e Falstaff (1893).

Il proprietario dell’albergo, Giuseppe Spatz, amante della musica e ammiratore incondizionato del Maestro, si prodigò in ogni modo per accontentare e favorire l’illustre ospite: solo a lui era concesso suonare il pianoforte ad ogni ora del giorno e della notte!

suite bGiuseppe Verdi © DR

Uno dei motivi della scelta dell'hotel da Verdi era la vicinanza al teatro dell'opera La Scala, che si trova a pochi passi dall'albergo. L’appartamento, molto luminoso e comodo al primo piano, è composto da un salone e tre stanze, e balcone, tutte con vista su Corsia del Giardino. Una curiosità: era l’unico albergo di Milano ad offrire un servizio di posta e telegrafo!

Naturalmente questo ‘plus’ di tecnologia, fu decisivo a fine Ottocento, rendendo l’albergo, meta prediletta di viaggiatori d’affari e di diplomatici attratti dalla velocità delle comunicazioni che potevano utilizzare.

In quegli anni il Maestro lavorava all'Otello e in occasione della sua prima rappresentazione, acclamato dalla folla milanese adorante, Verdi si recò sul balcone del suo appartamento, la suite 105, con il tenore Tamagno per cantare alcune arie dell'opera.

L’attento lavoro di restauro ha riportato il Grand Hotel et de Milan all’originario splendore, conservandone intatto l’antico fascino di nobile dimora milanese ottocentesca. Fortunatamente i successori del direttore Spatz — compresi gli attuali titolari — hanno conservato gelosamente gli arredi originali della suite 105, che quindi ancora oggi è una piccola isola di storia e di arte.

suite cThe 105 suite entrance © Grand Hotel et de Milan

Verdi alloggiò nella suite 105 per ventisette anni e qui, alle 2.50 del 27 gennaio 1901, finì i suoi giorni.

“Nei giorni precedenti, furono tanti i milanesi che, silenziosamente, sostarono a lungo davanti al Grand Hotel, sperando di avere qualche notizia. Il direttore fece addirittura affiggere all’ingresso dell’albergo, ad uso di coloro che sostavano all’esterno in attesa, i bollettini, sullo stato di salute del Maestro, man mano che venivano emessi. Per rispetto nei suoi confronti, e per alleviare le sofferenze di Verdi, venne addirittura sparsa della paglia, sull’ intera Corsia del Giardino, affinché potesse attutire i rumori delle ruote delle carrozze e degli zoccoli dei cavalli, in transito sotto le finestre della sua stanza.”

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The Grand Hotel et de Milan is part of the city’s heritage. It is a point of reference for those seeking true luxury and discretion in the intimate atmosphere of an aristocratic palace in the very heart of Old Milan.

Even at its birth in 1863 it was known as an exclusive address. It was at the close of the 19th century, though, that the Grand Hotel et de Milan was unrivalled as the city’s most luxurious hotel and began to draw the great and the grand: Ernest Hemingway, Enrico Caruso, Maria Calls, Rudolf Nureyev. Its proximity to La Scala Theatre attracted illustrious choreographers, dancers, and musicians.

Most of the rooms display the names of celebrities who spent their stays there. The Presidential Suite, number 105, is dedicated to Maestro Giuseppe Verdi, who lived here on and off starting in 1872. It was here that he composed his last two operas, Othello (1887) and Falstaff (1893).

Giuseppe Spats, the hotel’s owner at the time, was a great admirer of the Maestro and allowed him to play the piano at all hours of the day and night!

La Scala Theatre was nearby and Verdi’s suite on the first floor was well lit, consisting of a salon, three bedrooms, and a balcony, all overlooking the Corsia del Giardino. Interestingly, it was the only hotel in Milan to offer post and telegraph services. At the end of the 19th century, this technological advantage naturally made the hotel the preferred establishment of business travellers and diplomats who appreciated the speed and convenience of communication.

suite dThe room of the 105 suite © Andrea Cherchi

To celebrate the premiere of Othello, Verdi appeared on his balcony before a crowd of adoring Milanese. He was accompanied by the tenor Tamagno, who sang a few of the opera’s arias.

The Grand Hotel et de Milan has been lovingly restored to her original splendour, preserving the charm of a 19th-century noble Milanese residence. Fortunately, director Spatz’ successors have all carefully kept Suite 105’s original furnishings intact – a little island of history and art.

Verdi stayed in Suite 105 for 27 years and here, at 2:50 a.m. on the 27th of January 1910, he died.

“In the preceding days, many were the Milanese who stood silently in front of the Grand Hotel, hoping to hear news. The [hotel’s] director placed bulletins at the entrance to inform those outside of developments in the Maestro’s health as news of it was communicated. Out of respect, and to alleviate Verdi’s suffering, straw was spread along the entire Corsia del Giardino to reduce the noise of carriage wheels and horseshoes passing beneath the window of his room.”

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